MOVIES

Moving Images Arts

Programma (ed. 2020 – 2021)

Workshop con Danilo Correale, Marzo 2019.
Workshop con Danilo Correale, Marzo 2019.

Presentazione

16mm e Super-8, lezione di Giuseppe Ferrari, febbraio 2019.
16mm e Super-8, lezione di Giuseppe Ferrari, febbraio 2019.

MOVIES – Moving Images Arts è un master di primo livello da 60 CFU dell’Università Iuav di Venezia. Affronta i temi che legano le immagini in movimento – film e video – all’arte contemporanea e agli spazi di relazione che queste attivano: festival, centri di ricerca per le arti contemporanee, musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private legate al territorio.

Propone un approccio interdisciplinare alle immagini in movimento attraverso un programma che spazia tra arti visive, cinema espanso, nuovo documentario, arti performative, grafica, architettura, curatela e critica. I corsi, suddivisi in tre moduli, sono tenuti da un gruppo di docenti, critici, curatori e artisti fortemente legati a una rete internazionale di istituzioni e produzioni.

Un tirocinio – svolto presso centri di ricerca per le arti, fondazioni e istituzioni, festival nazionali o internazionali, atelier di artisti – conclude il percorso formativo, a partire dal quale ogni partecipante sviluppa un progetto autoriale che verrà condiviso e discusso al termine dell'anno.

I temi affrontati nel percorso formativo intendono approfondire, nel suo divenire, il rapporto tra new media, comportamenti e istanze politiche nella società contemporanea.

Modulo I: Teorie e strumenti – 9 CFU

Lezione di Enrico Pitozzi, novembre 2018.
Lezione di Enrico Pitozzi, novembre 2018.

Il primo modulo tratterà approfonditamente gli elementi teorici inerenti il rapporto tra immagini in movimento, arte contemporanea, arti performative, nuovo documentario e cinema espanso.

L'analisi delle opere proposte nei corsi – immagini in movimento che riflettono sulle complessità delle espressioni del contemporaneo – ha come obiettivo lo sviluppo di una forma critica di pensiero nei confronti del linguaggio visivo.

1.1.1 – The Work of Art in the Age of Its Remediation
a cura di Philippe-Alain Michaud (corso in lingua inglese)
2 CFU

For this program of teaching I propose to re-draw the map of film, starting from its borders. Historical borders: going back to the origins – and beyond the origins – of film is a way to better understand its destiny. The discussion of film will therefore open to fields external to the sphere of mechanical reproducibility and to periods predating the advent of that technology. Economical borders: by remodeling the question of film based on experimental practices that arose throughout the twentieth century on the fringes of the motion picture industry developing new ways of producing moving images and which in the past two decades have been playing a key role on the art scene. Aesthetical borders: on the model of expanded cinema, I will try to “expand” the issue of moving images in rethinking it within the broader field of art history. Re-drawing the map of film from its edges means elaborating a new, entirely de-specified and open conception of moving images. Film cannot, as such, be defined exclusively by a medium with which it has been identified for so long, but must appeal to other histories, other fields and it is often visual artists who, moving into cinema from their own practice, have explored the fundamental givens of the filmic experience with the greatest acuity and insight, by bringing back the film to its physical materiality, by exploring the spatializing effects of projection and textural effects of color, by interrogating notions of framing or by deconstructing narrative.

1.1.2 – Hallwalls and Cal Arts: The Pictures Generation and Film Practice in the 1970s
a cura di Vera Dika (corso in lingua inglese)
1 CFU

It has long been noted that The Pictures Generation was the first to be raised on television and popular culture, and that their work subsequently ushered in an art of appropriation. Looking more closely, however, especially at their early work in the 1970s at Hallwalls in Buffalo and at Cal Arts in Valencia, California, the East and West Coast artists interacted, and their ideas cross-pollinated. As the subject for our course, we will interrogate primarily the early film work of Jack Goldstein, Robert Longo, and Cindy Sherman to reveal different perspectives in this appropriation narrative. The first question we will ask is “Why film?” By addressing this seminal group of artists from the perspective of film history, rather than solely from art history, significant patterns become apparent. We will discuss the American avant-garde film tradition as it shifts from modernism to postmodernism, reconfiguring questions of film material and film form to include gender subjectivity and states of the body. We will also address the contemporaneous film and art context of the works, one that will ultimately find its full expression in New York City.

This course will take place over a two-day period, including two 4-hour classes. Classes will consist of screenings, lectures, and discussions. Readings and written reports are required. Additional film screenings may also be available.

1.2 – Al limite del visibile
a cura di Enrico Pitozzi
1,5 CFU

Adottando una metodologia interdisciplinare, nella cornice degli studi sulle arti performative, il modulo intende analizzare le relazioni che legano la scena performativa – teatrale e coreografica – ai dispositivi concepiti nell’ambito delle installazioni audiovisive, nella convinzione che l’utilizzo delle tecnologie abbiamo avvicinato i rispettivi domini di ricerca e contaminato le forme di produzione. In questo quadro, saranno analizzate le pratiche di artisti come Scott Gibbons, Ryoji Ikeda, Studio Azzurro, Granular Synthesis, Mika Vainio, e atri e la relazione che questi hanno istituito con uomini di scena e formazioni come la Socìetas Raffaello Sanzio, Dumb Type, Cindy Van Acker, Wayne McGregor, Peter Sellars e Heiner Goebbels, solo per citarne alcuni. In particolare, dedicheremo un focus specifico al lavoro di Romeo Castellucci, di Shiro Takatani e di Saburo Teshigawara.

Con queste contaminazioni s’inaugura un ripensamento della scena e, di conseguenza, la messa in discussione di categorie come quella di “azione” e di “rappresentazione” a favore di un processo trasformativo che abbandona la logica della forma per accede a un'estetica del flusso tecnologico. La cornice all'interno della quale elaborare tali processi di trasformazione si concretizza nel concetto di opera-sistema, ed investe sia il lavoro del performer, sia i processi sensoriali e cognitivi messi in opera dello spettatore.

1.3 – Formati ridotti: teorie e tecniche
a cura di Giuseppe Ferrari
1 CFU

Un viaggio attraverso la storia tecnologica dei formati ridotti del cinema amatoriale: a partire dal 1895 con la nascita del cinema, alla produzione di macchine e pellicole di uso professionale si è affiancata una produzione di tecnologie per l’uso casalingo, privato, familiare.

I formati ridotti sono versioni rimpicciolite del formato standard di pellicola per il cinema (35mm) e hanno caratterizzato questo uso non professionale del mezzo cinematografico: dal 9,5mm e 16mm nei primi anni ‘20 del ‘900, poi con il formato 8mm dagli anni ‘30 ai primi anni ‘60, in seguito con l’esplosione del Super-8, il più pop fra i formati, e poi con il passaggio dal film su pellicola al nastro magnetico a cavallo fra gli anni ‘70 e ‘80, fino ad arrivare al video digitale e ai supporti cloud di oggi.

Sarà possibile vedere e toccare alcuni modelli di cineprese e proiettori, metterli in funzione, saranno proiettate alcune pellicole e visionati spezzoni di film analizzandone le diverse caratteristiche. Si discuterà di potenzialità creative, di riutilizzo di materiali amatoriali found footage, di conservazione dei supporti e di digitalizzazione.

1.4.1 – Più d’un proiettore. Film, installazioni, performance
a cura di Enrico Camporesi
1 CFU

La formula, laconica, “more than one projector” è dell’artista americano Paul Sharits, che la utilizzava nei primi anni Settanta per descrivere un aspetto delle sue pionerestiche installazioni filmiche (“locationals”) in 16mm o Super 8. “Più d’un proiettore” sottolinea, banalmente, la presenza di più fonti di immagini in movimento. Una chiosa è tuttavia possibile: “non solo un proiettore”, ma uno o più supplementi. Partendo da questa constatazione, il corso intende proporre una ricognizione storica e teorica di quelle pratiche e lavori che hanno contribuito a sollevare (se non a distinguere) la storia dell’immagine in movimento da quella della proiezione singola conosciuta come “cinema”. Expanded cinema, performance, installazioni, costituiscono alcuni dei tasselli storiogfrafici di questo racconto frammentario e non esaustivo.

Partendo da una scelta di testi e da alcuni esempi concreti, si affronteranno questioni legate alle logiche curatoriali, per concentrarsi poi con particolare attenzione su problemi di cultura materiale (supporti, edizioni, dispositivi) e giuridici (protocolli di esposizione, diritto dell’immagine). La struttura del corso è di tipo seminariale, e prevede la partecipazione attiva degli studenti. Materiali didattici specifici saranno messi a disposizione degli studenti prima dell’inizio del corso.

1.4.2 – Frame analysis
a cura di Luca Ruali
1 CFU

È possibile che una inquadratura specifica, una particolare ripresa della persona in fotografia e video, alluda ad un sistema culturale complesso? Il workshop campiona inquadrature analoghe nella ripresa di ragazze e del loro rapporto con la natura, realizzate da autori differenti ed espande quella che sembra essere una scelta compositiva leggera al sistema di riferimenti che la determina.

Applicando al campo dell’immagine gli strumenti di interpretazione sociologica definiti da Erving Goffman nel suo testo del 1974 Frame analysis: An essay on the organization of experience, il workshop si concentra sulle tecniche di frame extension e frame amplification, rallentando ed esaltando il momento veloce della ripresa di una ragazza in una ambientazione naturale, cercando il tempo e la scala che rivelano le necessità culturali associate alle scelte compositive che costruiscono l’immagine.

1.5 – Documentario, non-fiction, cinema del reale, docufilm… Dalla deriva semantica alla pratica contemporanea
a cura di Marco Bertozzi
1,5 CFU

Gli incontri propongono una riflessione sulla complessità del cinema documentario contemporaneo. L'analisi critica dei vari approcci e delle diverse modalità realizzative consentirà di mettere in discussione l’idea canonica di “documentario” per attraversare concezioni e orizzonti del cinema non fiction, fra osservazione e partecipazione, autobiografismo e performatività, found footage e animazione, film saggio e cinema amatoriale… Un'attenzione particolare sarà riservata alla specifica problematica del documentario in relazione all’arte contemporanea. L'approccio pedagogico consisterà in un continuo va et vien tra testi teorici e visione di film.

Alimentato da proiezioni di sequenze, discussioni di gruppo e scambio di testi teorici, il corso mira ad affronta un orizzonte sperimentale, in cui il rapporto con i nuovi media e le arti visive si è enormemente sviluppato, al punto da rendere precarie le terminologie utilizzate fino a pochi anni fa. La struttura del corso è costituita da tre blocchi di quattro ore, in cui la riflessione intreccia un dialogo tra pratiche documentarie e diverse modalità di rappresentazione filmica, e un ultimo incontro di tre ore per la visione degli esercizi realizzati dai partecipanti al corso.

Proiezioni a PLUFF, in collaborazione con Biennale Urbana, settembre 2018.
Proiezioni a PLUFF, in collaborazione con Biennale Urbana, settembre 2018.

Modulo II: Forme de displaying – 12 CFU

Workshop con Sara Marini, gennaio 2019. Fotografia © Sissi Cesira Roselli.
Workshop con Sara Marini, gennaio 2019. Fotografia © Sissi Cesira Roselli.

Diverse attività caratterizzano questo modulo. Una di queste si occuperà delle trasformazioni effimere dello spazio urbano durante gli eventi festivi, nelle sue implicazioni politiche e di immagine, disvelandone aspetti organizzativi, tecnici e normativi della messa in scena.

Un'altra attività esamina e osserva le possibilità di presentazione di film e video interrogandosi sul formato bidimensionale dello schermo, mettendolo in relazione con la tridimensionalità dello spazio alla quale l'opera partecipa.

Una terza chiama a riflettere sulle pratiche curatoriali inerenti all'archivio – inteso come eredità di luoghi ed idee, come memoria vivente – in un costante processo di de-archiviazione e ri-archiviazione di cui il montaggio è il metodo e lo strumento principale.

Un laboratorio approfondirà gli strumenti grafici e tipografici, non solo indirizzati alla produzione di manifesti, cataloghi e portfolio ma anche strutturali alla messa in forma di un'immagine.

2.1 – Architettura effimera
a cura di Sara Marini
2,5 CFU

Il corso si occuperà del rapporto tra spazio, tempo, movimento ed architettura in feste, festival, manifestazioni, mostre, allestimenti che hanno costruito incisive e fugaci modificazioni di uno spazio. Il noto titolo del libro di Sigfried Giedion (Space Time and Architecture) è qui implementato della nozione di “movimento”. Il movimento interessa le immagini, le persone o la stessa architettura, è il presupposto o il risultato di una volontà di trasfigurare, criticare o ridefinire una condizione data. Quest’attitudine all’alterazione è una delle caratteristiche che può aprire all’effimero la porta dell’eternità, rimandando al titolo di un saggio di Manfredo Tafuri (L'éphémère est éternel). Verrà quindi esplorata la capacità dell’epifania nello spazio di segnare con la propria successiva assenza gli approcci, i modi, la memoria. Gli artifici, messi in mostra dall’architettura effimera, verranno affrontati sia per gli immaginari che sollevano che per le posizioni che propongono, disvelandone aspetti organizzativi, tecnici e normativi della messa in scena.

Le lezioni sono organizzate in forma di viaggio: si partirà dagli eventi in città per approdare ad allestimenti interni che rifiutano la presenza di un esterno. Il viaggio è articolato in quattro tappe intitolate: Sovrascritture urbane; Effetto matrioska: la città dentro; Dentro il museo: manipolare il tempo; Intérieur. Durante le lezioni verrà fornita una bibliografia utile ad approfondire i casi analizzati e le tematiche delineate. Nella prima tappa si affronteranno casi quali ad esempio il concerto dei Pink Floyd a Venezia (1989) piuttosto che alcune operazioni di falsificazioni della città nell’opera di Diller e Scofidio. Nella seconda tappa verranno analizzati alcuni allestimenti in forma di fatti urbani costruiti in interni, come ad esempio la Strada Novissima (1980) di Paolo Portoghesi o le spazializzazioni in Fundamentals (2016) di Rem Koolhaas messe in scena in due diverse edizioni della Biennale di Venezia. Nella terza tappa saranno scomposte e interpretate mostre che manipolando lo spazio hanno alterato la percezione del tempo, come ad esempio When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013 allestita presso la Fondazione Prada di Venezia. L’ultima tappa è dedicata ad allestimenti che hanno dato corpo a intérieur instabili e cangianti, come ad esempio la mostra Loose Ends (2014) di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo realizzata presso il museo Aut di Innsbruck.

2.2 – Performing Archive
a cura di Martina Angelotti
2,5 CFU

Performing Archive è un seminario di teoria e pratica basato sulla ricerca d'archivio. Gli archivi audiovisivi e fotografici, rappresentano da tempo un tema e uno strumento approfondito dall'arte contemporanea, proprio per il loro potenziale visivo e critico.

Performare un archivio significa muovere una riflessione e prediligere un metodo di lavoro che usa l’archivio a partire dal suo significato intrinseco, dal suo contenuto ma anche dal suo portato emotivo, permettendone un’interpretazione attuale che metta in relazione passato e futuro in un processo continuo.

Alla stregua di un etnografo o un antropologo, gli artisti oggi si muovono al confine tra i linguaggi, recuperando suggestioni e input dagli svariati ambiti della produzione scientifica e culturale poi rielaborate attraverso una pratica e processualità diverse.

Il corso intende ripensare il concetto di archivio non tanto come mero luogo della conservazione della memoria, ma come punto di osservazione privilegiato per sviluppare nuovi sguardi sul futuro, nuove traiettorie su temi attuali, fortemente dibattuti dentro e fuori il contesto dell’arte.

Grazie al coinvolgimento di archivi cinematografici internazionali, saranno in primo luogo analizzate diverse pratiche artistiche che hanno messo l'archivio al centro della propria indagine per poi successivamente elaborare insieme un percorso espositivo – artistico e curatoriale – al fine di mostrare i risultati della ricerca.

2.3 – The Architecture of Vision
a cura di Peter Welz (corso in lingua inglese)
5,5 CFU

The workshop examines and looks at different ways of presenting film/video works from conventional exhibition presentations and displays, questioning the two-dimensional format of the screen and expanding the work into space.

By releasing the image from a single screen and embedding it in an environment, artists have extended their installations in time and space. In the course we discuss works and installations by artists, exhibitions who already work towards that direction: e.g. Bruce Nauman, Douglas Gordon, Lizzie Fitch Ryan Trecartin, Tony Ousler, Jesper Just, Pipilotti Rist, Rodney Graham, Diana Thater, Doug Aitken, Antony McCall. Drafts, models, drawings, sketches, animation and collages of possible set-ups are the first steps into the approach for the final installation.

Model making – architectural discourse in space: “Video sculpture”, experimental try out of projections onto different material and media. The aim is to develop a possible installation set up. Foundation for this is an already existing work/film/video that is being executed as part of the course, or alternatively a former work of the student. Each student will present a model, sketches or small scale set-up of their installation/project using the space at the university and will discuss the work within the group.

2.4 – Immagini delle immagini in movimento
a cura di Lorenzo Mason Studio
1,5 CFU

Il workshop si baserà su diversi moduli in cui gli studenti saranno in grado di apprendere e applicare le basi della progettazione grafica per presentare le loro opere ed esprimere le loro idee. Grazie all’utilizzo del limite come metodo creativo, agli studenti verrà insegnato a progettare e produrre diversi materiali, dal manifesto al catalogo/portfolio, per presentare i lavori prodotti durante il master in occasione della mostra finale.

Una volta esposti tutti gli argomenti, i docenti condurranno gli studenti alla produzione di alcuni materiali (poster, video e cataloghi), attraverso lezioni e revisioni individuali.

Workshop con Peter Welz, aprile 2019.
Workshop con Peter Welz, aprile 2019.

Modulo III: Workshop progettuali – 24 CFU

Workshop con Danilo Correale, febbraio 2020.
Workshop con Danilo Correale, febbraio 2020.

Una selezione di artisti invitati, attivi in festival ed esposizioni internazionali, condividerà progettualità ed esperienze con i partecipanti al master.

Durante ogni workshop gli artisti consiglieranno il gruppo di lavoro nella definizione delle loro opere collettive e individuali, seguendone la progettualità dello spazio sonoro e dell'installazione, nonché le tecniche di ripresa, montaggio e postproduzione. I temi dei laboratori saranno proposti dai singoli artisti.

3.1 – Fine della specie
a cura di Zapruder filmmakersgroup
6 CFU

L’atto della visione necessita di “uomini di buona volontà” e la volontà cui si fa riferimento è quella di prepararsi a un incontro ai margini della rappresentazione, nel regno dei revenants, dove l’immagine è instabile e suscettibile di sviluppi proteiformi. Qui, lo spettatore-autore è un medium, capace di generare un contatto con quei fantasmi che chiedono di venire alla luce; in grado di far emergere sul proprio schermo del desiderio gli spettri evocati dalla visione di un film.

Trovare una strada, un accordo con l’altro che si pone davanti a noi come proiezione visiva e sonora e, al contempo, come oggetto incompiuto: questo il proposito del nostro percorso insieme, durante il quale prenderemo in esame alcuni elementi - o momenti di passaggio - che andranno a definire una metodologia di studio e ricerca, una via teorica tramite la prassi.

I punti essenziali che attraverseremo saranno i seguenti: studio della stereoscopia e cinema come scultura di tempo: filmare lo spazio fra le cose; l’occhio tattile: esperire il tempo dell’inquadratura, decoupage in presenza; Fine della specie: teoria del montaggio. Il montaggio per somme o simpatia; Zeus Machine o l’origine e la copia: l’eterno ritorno dell’identico.

3.2 – La notte
a cura di Danilo Correale
6 CFU

Cosa avviene quando nulla sembra accadere, quando ogni cosa appare immobile, addormentata, ricoperta dalla polvere? Quali attività devono essere portate a termine indipendentemente dall'orario di lavoro? Quanto il capitalismo moderno si affida al lavoro oscuro, distribuito su inusuali fasce orarie – stessi luoghi ma tempi diversi? Il lavoratore notturno, già parte fondamentale del nostro moderno stile di vita, è spesso considerato semplicemente come colui che lavora in una temporalità non ordinaria. Durante il mio workshop vorrei considerare lo spazio della notte veneziana, documentando la vita e le lotte di coloro che spesso non vediamo. Il corso avrà luogo in orari inusuali.

Le lezioni saranno incentrate sul tema del tempo e del lavoro nei film, video e, parzialmente, nella scrittura e nel teatro, come esplorato da artisti e registi sin dalla rivoluzione industriale e l’affermarsi del lavoro in fabbrica. Alcuni dei materiali che analizzeremo includeranno opere di: Studs Terkel, Allan Sekula, Mike Davis e Harun Farocki, tra gli altri. Il workshop intensivo includerà focus su opere d’arte, teoria e pratica personale in relazione all’argomento.

3.3 – A Journey From Cinema to Another Kind of Film
a cura di Rosa Barba (corso in lingua inglese)
6 CFU

In this class I would like to propose a journey from cinema to another kind of film through an objectification of a filmic ontology, into a hyper-space whose nature and limits remain to be defined. How do we create a performative setting where fact and fiction can be intertwined? The class will interrogate the industry of cinema with respect to various forms of staging, such as gesture, genre, information and documents, taking them out of the context in which they are normally seen and reshaping and representing them anew.

In the course we experiment and expand time-based forms into sculptural objects or speculations. Topics of cinema include the essay film, video art, structural film, Expanded Cinema, and the recent art of using projection. Activities include screenings, student and guest presentations and discussions. Students in this course will engage in cooperation and practical interventions. We will film and edit, interview, work with sound and use our own creative writing. Readings are culled from historical sources and recent publications.

3.4 – Laboratorio audiovisivo IV
a cura di Mark Lewis (corso in lingua inglese)

Workshop con Danilo Correale, marzo 2019.
Workshop con Danilo Correale, marzo 2019.

Modulo IV: Tirocinio e tesi – 15 CFU

Workshop con Alterazioni Video, dicembre 2019.
Workshop con Alterazioni Video, dicembre 2019.

Un periodo di tirocinio di 250 ore presso uno dei partner del master – o altra istituzione – permetterà ai singoli partecipanti di maturare un’esperienza sul campo, col fine di elaborare, accordandosi con la docenza, un progetto autoriale che verrà condiviso e discusso al termine dell'anno. Tra i possibili percorsi di tesi si è dato particolar valore a una ricognizione, negli archivi dei centri di ricerca o dei festival partner del master, che dia allo studente la possibilità, attraverso le immagini in movimento, di mettere in scena un’esperienza e di dare forma a una documentazione.

4.1 – Tirocinio
10 CFU

4.2 – Tesi
5 CFU

Workshop con Zapruder filmmakersgroup, maggio 2019.</
Workshop con Zapruder filmmakersgroup, maggio 2019.

Docenti

Alterazioni Video

Alterazioni Video nasce a Milano nel 2004. Il collettivo è formato da Paolo Luca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Giacomo Porfiri, Andrea Masu e Matteo Erenbourg. Vivono tra New York, Lisbona, Berlino e Milano. Dal 2006 lavorano a Incompiuto Siciliano, una riflessione sulle opere pubbliche italiane che, per ragioni di carattere politico-amministrativo, non vengono portate a termine. Il loro lavoro consiste non solo nel mappare queste opere all’interno del territorio, ma anche nel dare loro diverse forme di display. L’ultimo approdo di Incompiuto Siciliano è stato a Kunst Merano Arte, dove lo “stile” dell’incompiuto acquisisce non soltanto la forma di immagine in movimento ma anche quella di scultura o di collage. Dalla sua fondazione, Alterazioni Video partecipa a numerose esposizioni in istituzioni come MoMA PS1 (New York), MAXXI (Roma), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e La Biennale di Venezia.

www.alterazionivideo.com

Alterazioni Video, Ambaradan, 2014.
Alterazioni Video, Ambaradan, 2014.

Atelier Impopulaire

Fondato nel 2012 da Pia Bolognesi e Giulio Bursi, Atelier Impopulaire è un duo artistico e curatoriale la cui ricerca investiga le identità plurali dei linguaggi visivi. I progetti di Atelier Impopulaire sono stati esposti internazionalmente in istituzioni e spazi indipendenti tra cui Centre Pompidou (Parigi), Deutsche KunstHalle (Berlino), La Biennale di Venezia, Triennale Milano, Kunsthaus (Bregenz), GAM (Santiago), Archive Kabinett (Berlino), The Mix Place, West Bund Art Space and Power Station of Art in Shanghai, Kyoto and Tokyo Universities of Art and Design, Acud (Berlino), Festival du Nouveau Cinéma (Montreal), ZKM (Karlsruhe), Tate Modern (Londra), Treize (Parigi), Volksbühne (Berlino), MoMA (New York).

www.atelierimpopulaire.tumblr.com

Atelier Impopulaire, The Chroma Key Effect, installazione, Volksbühne Pavilion, Berlino 2019. © Atelier Impopulaire.
Atelier Impopulaire, The Chroma Key Effect, installazione, Volksbühne Pavilion, Berlino 2019. © Atelier Impopulaire.

Martina Angelotti

Curatrice e scrittrice. Lavora all'ideazione e produzione di progetti curatoriali multidisciplinari, attraverso mostre, performance, proiezioni, workshop, convegni e pubblicazioni, con artisti e contesti internazionali. Dal gennaio 2014 al gennaio 2020 è stata direttrice artistica di Careof (careof.org), organizzaizone no profit per l'arte contemporanea attiva a Milano dal 1987 e sede dell' Archivio Video Careof, per cui ha ideato e curato recentemente Beyond Archive (Ivrea, 2019).

Dal 2007 è fondatrice e curatrice di ON – Bologna (onpublic.it), il cui scopo è quello di indagare il rapporto fra arte e sfera pubblica attraverso la ricerca, il dialogo e la commissione di nuovi lavori ad artisti e ricercatori su scala internazionale. Insegna Storia dell'Arte Contemporanea all'Università Cattolica di Milano, oltre a tenere seminari tematici presso Alpen Adriat Universitat (Klagenfurt) e Università Iuav di Venezia.

Beyond Archive, a cura di Martina Angelotti, Casa Blu Olivetti, Ivrea 2019. Foto Alessandro Nassiri.
Beyond Archive, a cura di Martina Angelotti, Casa Blu Olivetti, Ivrea 2019. Foto Alessandro Nassiri.

Rosa Barba

Rosa Barba vive e lavora a Berlino. La sua opera comprende film, sculture, installazioni e testi che esplorano le qualità materiali e concettuali del cinema. I suoi film si situano in un tempo indeterminato, tra il documentario sperimentale e la narrativa immaginaria, concentrandosi spesso sugli interventi di trasformazione dell'ambiente naturale da parte dell’uomo, esplorando il rapporto tra la documentazione storica, l'aneddoto personale e la rappresentazione filmica, creando spazi di memoria e incertezza.

Ha presentato esposizioni personali in prestigiose istituzioni tra cui Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Madrid), Pirelli HangarBicocca (Milano), Malmö Konsthall, CAPC Bordeaux, Schirn Kunsthalle (Francoforte), MIT List Visual Arts Centre (Cambridge, Mass.), MAXXI (Roma) e Tate Modern (Londra).

Ha esposto alla 32ª Biennale di San Paolo, alla 53ª e 56ª Biennale di Venezia. Nel 2016 è stata anche insignita del 46° Premio Internazionale per l’Arte Contemporanea dalla Fondation Prince Pierre de Monaco.

www.rosabarba.com

Rosa Barba, From Source to Poem to Rhythm to Reader, installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017.Foto Agostino Osio. © Rosa Barba
Rosa Barba, From Source to Poem to Rhythm to Reader, installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017.Foto Agostino Osio. © Rosa Barba

Marco Bertozzi

Autore che ha contribuito alla rinascita del documentario italiano con un forte impegno teorico (La veduta Lumière, 2001 e L'idea documentaria, 2003), realizzativo (Appunti romani, 2004), didattico e di promozione culturale.

Dopo gli studi in architettura a Firenze, il dottorato in Storia e filologia del cinema all’Università di Bologna e il post-dottorato all’Università Roma Tre, realizza documentari sui temi degli immaginari urbani e delle identità culturali: Rimini Lampedusa Italia (2004), Il senso degli altri (2007), Predappio in Luce (2008), Profughi a Cinecittà (2012). Nel 2013, per Rai Storia, conduce Corto Reale, una serie televisiva sulla storia del documentario italiano.

Ha tenuto conferenze nelle Università di Chicago, San Diego, Paris 8, McGill di Montreal, Hunter di New York, del Quebec, della California e suoi saggi sono apparsi nelle principali riviste internazionali di studi cinematografici, come Iris, Film history, Cinémas, Fata Morgana, Studies in Documentary Film, e AAM-TAC: Arts and Artifacts in Movie.

www.marcobertozzi.it

Marco Bertozzi, Cinema Grattacielo, 2017, 97'. © Marco Bertozzi.
Marco Bertozzi, Cinema Grattacielo, 2017, 97'. © Marco Bertozzi.

Lelio Camilleri

È professore di Composizione elettroacustica presso il Conservatorio G.B. Martini DI Bologna. La sua produzione compositiva è principalmente elettroacustica, le sue opere sono state eseguite in tutto il mondo e hanno ricevuto commissioni e premi nazionali e internazionali. Il suo lavoro di ricerca riguarda l'analisi della musica elettroacustica, della comunicazione sonora, dell'audio-visione e della musica popolare. Su questi argomenti ha pubblicato articoli su riviste accademiche nazionali e internazionali e due libri. Ha composto la musica per video documentari e installazioni audiovisive, uno di questi fu installato permanentemente nell'edificio storico di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Ha partecipato, a nome della sua istituzione, agli European Project International Creative Soundtrack Studies basati sullo schema Erasmus+ e il progetto InMics. È membro di Tempo Reale, centro di ricerca e produzione musicale fondato da Luciano Berio a Firenze.

www.leliocamilleri.it

Lelio Camilleri.

Enrico Camporesi

Enrico Camporesi è ricercatore e curatore. Dopo aver conseguito un dottorato in cotutela sul restauro dei film d’artista (presso l’Université Sorbonne Nouvelle e l’Università di Bologna), è stato nel 2016 borsista post-dottorale del Labex CAP (Créations, Arts, Patrimoine) presso l’École des Hautes études en sciences sociales a Parigi. Nel 2017 è il primo vincitore della borsa post-dottorato della Terra Foundation for American Art all’Insitut national d’histoire de l’art, per un progetto dal titolo Klaus Kertess e Annette Michelson: un dialogo espanso. Attualmente lavora presso il dipartimento film del Musée national d’art moderne – Centre Pompidou, dove si occupa delle attività di ricerca e documentazione. Qui ha inoltre organizzato diversi programmi di film/video (con Jonathan Pouthier: Duchamp du film, 2014; Metacartoons, 2016) e serie di conferenze (Pour une histoire de l’art projetée, 2017). È autore del saggio Futurs de l’obsolescence (2018).

Paolo Gioli. Volti, a cura di Enrico Camporesi e Eline Grignard, 2015. © Microscope Gallery.
Paolo Gioli. Volti, a cura di Enrico Camporesi e Eline Grignard, Brooklyn (NY) 2015. © Microscope Gallery.

Carloni-Franceschetti

Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti studiano Cinema d'animazione e Pittura a Urbino e iniziano a lavorare insieme dal 1995 alla creazione di video e installazioni; con tecniche che indagano i procedimenti ottici della visione, nella trasmutazione della materia e negli slittamenti temporali della memoria. Le loro opere sono state ospitate presso Museum of Contemporary Art (Chicago), Museo del Louvre (Parigi), Museo d'Arte Moderna (Strasburgo), La Biennale di Venezia, Central Academy of Fine Arts (Pechino). La lunga collaborazione con la Socìetas Raffaello Sanzio li porta anche nei più importanti teatri d’avanguardia del mondo. Tra i principali riconoscimenti: Grand Prix de la Ville de Locarno, Videoart Festival 1996 (Primo Premio), TTV Performing Arts on Screen, Riccione 2002 (Primo Premio).

www.carloni-franceschetti.it

Carloni-Franceschetti, Cella n° 3, Ex Conserva Grilli, Gambettola (FC) 2015. © Gasparelli Arte Contemporanea Gallery.
Carloni-Franceschetti, Cella n° 3, Ex Conserva Grilli, Gambettola (FC) 2015. © Gasparelli Arte Contemporanea Gallery.

Danilo Correale

Danilo Correale, artista e ricercatore, vive e lavora tra New York e Napoli. Le sue opere analizzano aspetti della vita umana – come il rapporto lavoro-tempo libero o il sonno – visti attraverso il tempo e il corpo. Sono state presentate in numerose esposizioni: 16-Quadriennale di Roma, Pigs, Artium Museum (Vitoria-Gasteiz), Ennesima Trienniale Milano, Kiev Biennial, Museion (Bolzano), Museo Madre (Napoli), Steirischer Herbst (Graz), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Manifesta 8 (Murcia-Cartagena), Moscow Biennial, Istanbul Biennial.

È fondatore di Decelerationist Reader e ha pubblicato The Game (2014), No More Sleep No More (2015) e Diranno che li ho uccisi io (2018). Nel 2017 è vincitore del New York Prize for Italian Young Art, Art In General New Commissions, e MIBACT DGAAP Italian Council Grant. Nello stesso anno è stato ricercatore associato alla Columbia University (New York).

www.danilocorreale.com

Danilo Correale, No More Sleep No More, 2014–2015, 240'.
Danilo Correale, No More Sleep No More, 2014–2015, 240'.

Vera Dika

Scrittrice, storica del film e docente, Vera Dika (Ph.D. in Cinema Studies alla New York University) è specializzata in cinema americano e film sperimentale. Ha scritto per Artforum e Art in America, è una degli editor fondatori del Millennium Film Journal e autrice di The (Moving) Pictures Generation: New York Downtown Film and Art (2012) e Recycled Culture in Contemporary Art and Film: the Uses of Nostalgia (2003).

Giuseppe Ferrari

Laureato in Arti visive all’Università Iuav di Venezia nel 2014, assistente universitario dal 2015, dal 2016 ricopre il ruolo di responsabile video presso i Laboratori per la didattica Iuav. Ha dedicato gran parte del proprio percorso di studi alle teorie e alle pratiche del cinema documentario nella sua accezione più libera e aperta. All’impianto teorico affianca l’esperienza pratica nelle varie fasi della filiera di produzione video: dal cameraman televisivo, alla produzione di videoclip e commercial, all’aiuto operatore e aiuto regia per il cinema, al montaggio e post-produzione di documentari e video. Dal 2013 concentra gran parte delle proprie attività alle pratiche di conservazione, digitalizzazione e valorizzazione dei film di famiglia in formato amatoriale raccogliendo centinaia di bobine, videocassette, proiettori, cineprese ed ogni materiale ad essi correlato, e coltivando il progetto Ri-prese, archivio di home movies veneziano.

Giuseppe Ferrari

Lorenzo Mason Studio

Lorenzo Mason Studio è una pratica creativa multidisciplinare attiva nel design, nella ricerca, nella produzione e nell'insegnamento. Lo studio si dedica alla sperimentazione dei formati, linguaggi e tecniche in una continua conversazione con artisti, architetti, curatori e istituzioni.

www.lorenzomason.studio

Carmelo Marabello

Carmelo Marabello, di formazione filosofica, dottore di ricerca in Antropologia, autore e curatore di Fuoriorario per Rai 3 negli anni Novanta, curatore e programming director del Festival internazionale del cinema di Taormina. Ha insegnato cinema e antropologia presso l’università Bocconi CLEACC e Iulm di Milano, presso il Cer.Co di Bergamo, la facoltà di architettura di Reggio Calabria, il Dams di Messina, la facoltà di design e arti di Bolzano e presso l’Università di Lugano; e ha svolto attività seminari e lezioni a Paris 3 e all’Università di Yale. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Malia. Sul paesaggio cinematografico in Sicilia (2010), Sulle tracce del vero (2011). Autore inoltre di due film di montaggio, Marco Melani ladro di cinema (1998), Dietro il paesaggio (2003), e di diverse installazioni per Pitti Uomo ed Eur Moda, Natura dei teatri di Parma, Triennale di Milano, e Fortezza a Bolzano.

Sara Marini

Sara Marini è architetto, dottore di ricerca, e docente in Composizione architettonica. È direttore delle collane editoriali Carte blanche (Bruno) e Città e paesaggio. In teoria (Quodlibet). È inoltre direttore della rivista Vesper (Iuav, Quodlibet). È advisor per la Medaglia d’Oro all’Architettura italiana (Triennale Milano) e per YAP (MAXXI). Ha partecipato alle ricerche nazionali Re-cycle Italy (2010–2011), Il progetto di paesaggio per i luoghi rifiutati (2007), Piccoli aeroporti (2006) e alla ricerca europea MIC My Ideal City (2009–2011).

Nel 2008 vince la borsa di ricerca post-dottorato Research in Paris e nel 2009 è visiting researcher presso il laboratorio Architecture, Milieux, Paysage dell’École Nationale Supérieure d’Architecture Paris-la-Villette. Cura la mostra Ritrovamenti (Ca' Pesaro 2018) e la mostra Loose Ends (Museo AUT 2014) ed è nella curatela della mostra Re-cycle (MAXXI 2012).

Tra le principali pubblicazioni: Sull’autore (2017), Venice. 2nd Document (2017), Le concert. Pink Floyd à Venise (2017), Heritage. Orchestra Rehearsal (2017), Giancarlo De Carlo, L’architettura della partecipazione (2013), In teoria. Assenze, collezioni, angeli (2012), Nuove terre. Architetture e paesaggi dello scarto (2010), Architettura parassita (2008).

Alberto Bertagna, Sara Marini (eds.), Venice. A document, Bruno, Venezia 2015.
Alberto Bertagna, Sara Marini (eds.), Venice. A document, Bruno, Venezia 2015.

Philippe-Alain Michaud

Philippe-Alain Michaud è curatore al Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou, responsabile del dipartimento film, professore alla Ecole de Recherche Graphique di Brussels e visiting professor alla Rijksakademie (Amsterdam) dal 2008. È autore di Aby Warburg and the Image in Motion (2002), Le peuple des images (2004), Sur le film (2016) e ha scritto numerosi saggi inerenti le relazioni tra film e arti visive.

Ha curato numerose esposizioni tra cui: Comme le rêve le dessin (Musée du Louvre/Centre Pompidou 2004), Le mouvement des images (Centre Pompidou 2006), Nuits électriques (Musée de la photographie-Laboral 2007), Tapis volants (Villa Medici-Les Abattoirs 2010), Images sans fin, Brancusi photographie, film (Centre Pompidou 2012), Beat Generation (Centre Pompidou 2016), The Ecstatic Eye. Sergueï Eisenstein, filmmaker at the crossroads of the arts (Centre Pompidou-Metz 2019).

The Ecstatic Eye. Sergueï Eisenstein, filmmaker at the crossroads of the arts, a cura di Ada Ackerman e Philippe-Alain Michaud, Centre Pompidou-Metz 2019. Fotografia © Jacqueline Trichard.
The Ecstatic Eye. Sergueï Eisenstein, filmmaker at the crossroads of the arts, a cura di Ada Ackerman e Philippe-Alain Michaud, Centre Pompidou-Metz, Metz 2019. Fotografia © Jacqueline Trichard.

Nuova Superficie

Nuova Superficie, progetto di Giovanni Lami ed Enrico Malatesta; si basa su un'idea attiva di azioni orizzontali in corso, che lentamente cambiano e si sciolgono nel corso della performance. Il suono proviene da più altoparlanti e da diversi punti di diffusione, analogici o acustici, in un movimento non-referenziale. Usano i propri strumenti principalmente sulla superficie, cercando di attivare ciò che è già presente ma quiescente, creando uno spazio sonoro dove ogni esperienza di ascolto possa essere libera di evolversi, vagare e perdersi.

Il suono è composto da diversi punti di diffusione ed è definito da suoni sulla cuspide di una trama densa, omogenea ma ricca di dettagli e micro-perturbazioni. Questo dialogo non-stop tra i dettagli all'orizzonte e l'orizzonte stesso, questa mancanza di equilibrio e l'interazione con lo spazio che ospita la performance è la base del progetto, qualcosa a cavallo tra musica elettroacustica e site-specific action.

Enrico Pitozzi

Enrico Pitozzi ha insegnato nelle università di Bologna, Padova, Parigi, Montréal, Porto Alegre, Valencia e come visiting professor presso l’École Normale Supérieure (Parigi). È senior researcher del progetto ERC Starting Grant INCOMMON (1959-1979); è membro del MeLa Media Lab dell’Università Iuav di Venezia, del comitato scientifico delle riviste Antropologia e teatro, delle riviste Moringa e Map D2 Journal e della collana Corpi (Quodlibet).

Ha animato il seminario della 37. Biennale del Teatro di Venezia diretta da Romeo Castellucci e nel maggio 2013 ha insegnato nel progetto Biennale Danza College della Biennale di Venezia, diretto da Virgilio Sieni. Tra le pubblicazioni ricordiamo, Itinera. Trajectoires de la forme Tragedia Endogonidia (2008), On presence, in Culture Teatrali (2012), Magnetica. La composizione coreografica di Cindy Van Acker (2015), Bodysoundscape. Perception, movement and audiovisual developments in contemporary dance (2016), Acusma. Figura e voce nel teatro sonoro di Ermanna Montanari (2017).

Lo Stupore della Materia. Il Teatro di de Berardinis-Peragallo, 1967–1979, a cura di Gianni Manzella ed Enrico Pitozzi, Gucci Hub, Milano 2019. © Gucci.
Lo Stupore della Materia. Il Teatro di de Berardinis-Peragallo, 1967–1979, a cura di Gianni Manzella ed Enrico Pitozzi, Gucci Hub, Milano 2019. © Gucci.

Luca Ruali

Architetto e autore. Produce progetti e disegni dedicati alla seduzione reciproca tra strutture, natura e ragazze; pubblicazioni e ricerche dedicate al territorio italiano. Dal 2017 organizza Il paese nero. Black Italy: un archivio di azioni e ricerche dedicato all’abbandono dell’Italia interna. Nel 2019 pubblica: Il paese nero | Black Italy, in Loc. Fies 1, bruno, Venezia; un progetto di Centrale Fies Art Work Space.

www.lucaruali.net

Luca Ruali, Pleasure Ground, installazione, Centrale Fies, Dro 2019.
Luca Ruali, Pleasure Ground, installazione, Centrale Fies, Dro 2019.

Peter Welz

Peter Welz lavora a Berlino, sullo studio di tre soggetti che costituiscono le sue serie di ritratti (Portraits): Francis Bacon, Casa Malaparte e Michelangelo Antonioni. L’artista porta al limite la ricerca sul movimento e architettura e, con l’ausilio di nuove tecnologie, riesce ad aprire una prospettiva cinetica originale grazie alle sue installazioni, che passano da scultura, pittura, video, arte e danza. Insieme al coreografo William Forsythe presenta al Musée du Louvre di Parigi Retranslation | Final Unfinished Portrait (Francis Bacon): il corpo si inserisce perfettamente nell'essenzialità delle linee sinuose come espressioni dell’espressione dell’artista.

Con Casa Malaparte, Welz interviene sul film Le Mépris (Jean-Luc Godard, 1963), gli artisti intervengono direttamente sui fotogrammi, trattenendo soltanto la presenza dell'austero edificio di Capri, essendo vietato fotografare la villa. Il terzo ritratto, presentato con l'opera Portrait #3 (Monica Vitti), è dedicato a Michelangelo Antonioni, noto per la "trilogia sulla modernità e il suo malcontento".

www.peterwelz.com

Peter Welz, Portrait #3 (Monica Vitti), installazione, Galerie Crone, Berlino 2015. Fotografia © Marcus Schneider.
Peter Welz, Portrait #3 (Monica Vitti), installazione, Galerie Crone, Berlino 2015. Fotografia © Marcus Schneider.

Zapruder filmmakersgroup

Zapruder filmmakersgroup – collettivo formato da David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti – dal 2000 sperimenta in campo filmico, sul confine fra arti figurative, performative e cinematografiche, nella direzione di un’esperienza visiva totale. Definisce "Cinema da Camera" i progetti video-installativi dove cinema e oggetto sono fusi insieme, rimandando sia alla tecnica del film stereoscopico sia al cinema espanso. Il collettivo incontra il teatro di ricerca attraverso produzioni in collaborazione con Motus, Fanny &apm; Alexander, Romeo Castellucci e Santarcangelo Festival. I loro lavori vengono presentati presso la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, La Biennale di Venezia, International Film Festival (Rotterdam), Festa del Cinema di Roma, Milano Film Festival, Biennale de l’Image en Mouvement (Genève), Transmediale (Berlino), Netmage (Bologna), Centre Pompidou (Parigi), PAC Padiglione d’Arte Contemporanea (Milano). Nel 2011 ricevono il Premio Persol 3D alla Mostra del Cinema di Venezia e nel 2016 vincono il Premio MAXXI con la video-installazione Zeus Machine/Salita all’Olimpo.

www.zapruderie.com

Zapruder filmmakersgroup, Zeus Machine/Salita all’Olimpo, installazione, MAXXI, Roma 2016. © MAXXI.
Zapruder filmmakersgroup, Zeus Machine/Salita all’Olimpo, installazione, MAXXI, Roma 2016. © MAXXI.

*I docenti che parteciperanno alla prossima edizione sono specificati nel programma.

Team MOVIES

Responsabile scientifico
Malvina Borgherini

Coordinatore
Lorenzo Lazzari

Tutor
Francesca Rocchi

Partner

Careof

Diranno che li ho uccisi io, installazione di Danilo Correale a Careof, 2018. © Careof.
Diranno che li ho uccisi io, installazione di Danilo Correale a Careof, 2018. © Careof.

Careof è un’organizzazione no-profit per l’arte contemporanea fondata nel 1987 a Cusano Milanino da Mario Gorni e Zefferina Castoldi. L’obiettivo è promuovere la ricerca artistica, archiviare i materiali d’arte contemporanea in ogni espressione e forma, e offrirne al pubblico la consultazione. Luogo di ispirazione e confronto per gli artisti, Careof sostiene la ricerca attraverso mostre, screening, workshop, conferenze e progettualità ibride, con lo spazio espositivo, l’Archivio Video e un programma di residenze internazionali.

L’Archivio Careof viene riconosciuto tra gli Archivi Storici di rilevanza nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (2006). Nel 2008 viene inaugurata la nuova sede alla Fabbrica del Vapore di Milano; qui, dalla collaborazione fra Careof e Viafarini, nasce il DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, che avvia l’attività didattica in sinergia con differenti Atenei. Dal 2011 Careof cura il progetto di residenze alla Fabbrica del Vapore, FDV Residency Program.

www.careof.org

De Appel

Project, performance di Harrie De Kroon a De Appel, Amsterdam 1976. © De Appel.
Project, performance di Harrie De Kroon a De Appel, Amsterdam 1976. © De Appel.

De Appel è un istituto d'arte contemporanea ad Amsterdam che riunisce persone, oggetti e idee per esplorare l'ignoto. Con un approccio sperimentale, aperto e inclusivo, i programmi di De Appel coinvolgono intellettualmente ed emotivamente.

De Appel organizza mostre, spettacoli, proiezioni, conferenze e incontri che attraversano i confini tra le arti e le altre discipline, facilitando dialoghi artistici e socialmente rilevanti con varie organizzazioni culturali e sociali, sia ad Amsterdam che altrove. Inoltre, De Appel è sede di un programma curatoriale internazionale e dispone di un vasto archivio e di una biblioteca. De Appel sviluppa continuamente i suoi programmi e obiettivi, in una ricerca critica nei confronti dei suoi contesti sociali e culturali in evoluzione.

www.deappel.nl

Biennale Urbana

Esperienza Pepe, progetto di Biennale Urbana presso la ex-caserma Pepe, Venezia 2019. © Biennale Urbana.
Esperienza Pepe, progetto di Biennale Urbana presso la ex-caserma Pepe, Venezia 2019. © Biennale Urbana.

BURB esplora i limiti e abita la distanze esistenti tra la Biennale (Arti), Venezia (Città) e la Laguna (Territorio)… BURBB è una agency trans-locale emergente che raggruppa e intreccia realtà formali e informali, istituzioni locali e internazionali, operatori culturali e sociali, visitatori e abitanti, in un'azione comune per il cambiamento…

BUUURBUUUR è plasmata dai suoi stessi atti, la BU abdica sia il progetto che la comunicazione come costrittiva esplorativa in corso azioni… BUUURURUBBB mescola le sue azioni, la sua comunicazione immediata e condivisa con la produzione di feedback educativi e trasformativi… UBBUURURUBBB funge da base comune tra azione artistica, educazione trans-disciplinare e trasformazione urbana… BURRRBRBR esperimenti azioni, pratiche, strategie e strumenti per uscire fuori dalle dimensioni 'Contemporanee' di Arte, Architettura e Città…

www.biennaleurbana.com

Centre Pompidou – Film Department

Centre Pompidou, Parigi.

Attivo dal 1977, il Centre Pompidou (Parigi) si è affermato come uno dei principali centri di arte moderna e contemporanea nel mondo; e oltre alle sue famose collezioni contemporanee propone ogni anno più di trenta esposizioni, concentrandosi non solo sull’arte ma anche sul cinema, sulla musica e sulla danza contemporanea.

Mostre come Paris-New York, Paris-Berlin, Paris-Moscow e Paris-Paris, Vienna. Birth of a Century, The Immaterials, Memories of the Future, Maps and Figures of the Earth e Magicians of the Earth, hanno apportato importanti contributi alla storia dell'arte del XX secolo.

Nell’organizzazione interna del Centre Pompidou, grande importanza ha il Film Department. Responsabile della collezione e dell’archivio film, presenta al pubblico eventi in particolare nei campi delle arti visive, del cinema e della promozione audiovisiva di forme d'arte emergenti. La sua ricerca riflette costantemente sui principali cambiamenti nell'arte delle immagini in movimento.

www.centrepompidou.fr

Centrale Fies

ACT III. Like a Flag within a Frame, performance di Maxime Bichon a Centrale Fies, 2015. © Central Fies.
ACT III. Like a Flag within a Frame, performance di Maxime Bichon a Centrale Fies, 2015. © Central Fies.

Centrale Fies è un centro di creazione e produzione di arti contemporanee come performing art, exhibit, site specific, video ed ogni forma di spettacolo dal vivo, di eventi come festival, esposizioni, manifestazioni; ma è anche una location in grado di ospitare corporate meeting, tavole rotonde, work-shop.

Tutto questo all’interno di una centrale idroelettrica ancora in funzione e che non smette mai di generare energie. Centrale Fies quindi è sia un luogo fisico, capace di trasformarsi a seconda delle esigenze, che un progetto concreto e ideale per lo sviluppo di percorsi artistici; è inoltre un centro di produzione di contemporay art ideato dalla Cooperativa Il Gaviale (Trento) con il supporto della Provincia Autonoma di Trento e Hydro Dolomiti Energia (Trento)

www.centralefies.it

Masque Teatro

Crisalide Festival, 2008. © Masque Teatro.
Crisalide Festival, 2008. © Masque Teatro.

Masque teatro nasce nel 1992 e la forza visionaria si esprime nel complesso dialogo che la compagnia sviluppa tra il discorso filosofico, la creazione di prodigiose architetture sceniche e il fondamentale ruolo della Figura. Alcuni spettacoli hanno aperto una possibilità che identifica non solo una cifra stilistica ma una nuova modalità produttiva ed una innovata relazione con il pubblico. Prigione detto Atlante (Myfest-Glasgow, 1994), Coefficiente di Fragilità (Triennale Milano, 1998), Omaggio a Nikola Tesla (Bitef Festival, Belgrado 2003), Materia cani randagi (Nobodaddy-Ravenna 2009) e Just Intonation (Festival di Santarcangelo 2011) rappresentano le punte di una ricerca che trova la sua ragion d'essere nella produzione di simulacri, eventi dove materiale e virtuale si fondono per dar vita a originali creazioni. Dal 1994 sono ideatori e organizzatori del festival Crisalide (Forlì).

www.masque.it

Kublai Film

Lezione con Kublai Film, febbraio 2019.
Lezione con Kublai Film, febbraio 2019.

Dal 2005 Kublai Film racconta storie, storie di un'ora e mezza per film e documentari o di pochi secondi per la pubblicità. Per ognuna di queste storie Kublai Film lavora con i migliori autori e registi della zona e utilizzando una qualità dell'immagine di tipo cinematografico. La loro esperienza nella produzione esecutiva e nel service per grandi progetti internazionali ha portato Kublai Film alla convinzione che la cura del minimo dettaglio sia fondamentale per ottenere filmati di grande impatto emotivo e capacità di comunicare.

www.kublaifilm.it

Lago Film Fest

Proiezione al Lago Film Fest, Revine Lago (TV).

Nato nel 2005 nella suggestiva località lacustre di Revine Lago (TV) e giunto alla sua quindicesima edizione, il Lago Film Fest è un festival internazionale di cortometraggi, documentari e sceneggiature, che prendono corpo nel metabolismo urbano del vivere quotidiano. Nove giorni di incontri, video, workshop, performance artistiche, musica e ospiti illustri in riva al lago, tra le case di pietra. Per vivere un’esperienza unica, sospesa nel tempo, che non si può capire completamente se non vivendola di persona. Lago Film Fest è una woodstock cinematografica, una grande pellicola che ha per trama le storie che ogni anno si intrecciano alle increspature del lago. Una dimensione reale quanto irreale dove il cinema è filo conduttore e allo stesso tempo il pretesto per incontrarsi, sperimentare e creare.

www.lagofest.org

Lugano Arte e Cultura

Lugao Arte e Cultura

LAC Lugano Arte e Cultura è un centro culturale dedicato alle arti visive, alla musica e alle arti sceniche, che valorizza un’ampia offerta artistica, affermandosi come cuore pulsante di una rete culturale che si estende ben oltre i confini cittadini, coinvolgendo attori pubblici, para-pubblici e privati, già attivi nel territorio nell’ambito della cultura, che intendono costruire un progetto condiviso.

All’interno della suggestiva struttura architettonica, trova spazio una ricca programmazione di mostre ed eventi, stagioni musicali, rassegne di teatro e danza, insieme a una varietà di iniziative culturali e un folto programma di differenti attività. Il LAC è infatti sede del Museo d’Arte della Svizzera italiana, Lugano e anche dimora delle stagioni di LuganoInScena e di LuganoMusica alle quali si affiancano le attività della Compagnia Finzi Pasca e dell’Orchestra della Svizzera italiana (OSI), come pure parte della stagione concertistica della Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana (RSI).

www.luganolac.ch

Santarcangelo dei Teatri

Santarcangelo Festival. © Santarcangelo dei Teatri.

Santarcangelo dei Teatri (Santarcangelo di Romagna) organizza il più antico festival italiano dedicato alle arti della scena contemporanea, e uno dei più significativi appuntamenti europei nell’ambito del teatro e della danza. Nato nel 1971 da una strettissima relazione tra città e progettualità artistica, si è fondato nel segno della dimensione internazionale e del rapporto con la piazza, ponendosi da subito all’incrocio tra le due dimensioni che, costantemente ripensate e rideclinate, lo caratterizzano da sempre: l’internazionalità delle presenze artistiche e il rapporto con lo spazio pubblico di Santarcangelo e con la collettività dei suoi cittadini.

Dal 2012 le attività del Festival si articolano con continuità nell’intero arco dell’anno, concentrandosi particolarmente in dieci giornate di luglio, dando forma ad attività e appuntamenti tesi a nutrire la cultura teatrale del territorio, ospitando artisti in residenza e costruendo percorsi di visione per gli spettatori della città.

www.santarcangelofestival.com

Lo schermo dell'arte Film Festival

Proiezione a Lo schermo dell'arte Film Festival.

Lo schermo dell’arte Film Festival è un progetto internazionale dedicato a esplorare e promuovere le relazioni tra arte contemporanea e cinema attraverso presentazione di film e installazioni, progetti di formazione, residenze per artisti internazionali, produzione e distribuzione di film d’artista. Nasce a Firenze nel 2008 e negli anni ha collaborato con numerose istituzioni, centri d’arte, accademie e università italiane e straniere.

www.schermodellarte.org

Teatro Grande di Brescia

Teatro Grande di Brescia.

Dal 2010 il Teatro Grande è gestito dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia che ha come obiettivi primari la valorizzazione della tradizione, la contemporaneità, la pluridisciplinarità e i giovani: l’idea è quella di un teatro aperto che diventi punto di riferimento per la città e per il territorio, dove trovino spazio diverse discipline per diversi pubblici, affinché il teatro sia uno spazio vivo e di confronto. Il desiderio della Fondazione è quello di lanciare il Teatro Grande sul palcoscenico nazionale e internazionale con l'ambiziosa sfida di coniugare tradizione e contemporaneità nella sua offerta artistica e culturale.

www.teatrogrande.it

Triennale Milano

Triennale Milano.

Triennale di Milano, ospitata all'interno del Palazzo dell'Arte, è un'istituzione culturale internazionale che produce mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società. Organizza mostre di grande visibilità e attenzione come quelle dedicate all'arte contemporanea, agli architetti e designer di fama nazionale e internazionale, ai grandi stilisti che hanno cambiato il gusto e il costume, ai temi sociali.

Dal 2007 è sede del Triennale Design Museum un museo che cambia, attento alla storia e all'intero sistema del design (imprese, distretti produttivi, territorio, ricerca, editoria e formazione). Dal 2011 ospita il Teatro dell'Arte, tra i più significativi del panorama milanese, nuovo punto di riferimento per progetti culturali e arti performative.

www.triennale.org

Info

Borse di studio

Sono disponibili tre borse di studio di ateneo a copertura parziale della quota di iscrizione. L'assegnazione delle borse di studio sarà effettuata sulla base della graduatoria stilata dalla commissione. Il punteggio sarà assegnato mediante valutazione della documentazione fornita al momento della presentazione della domanda di ammissione al master. I candidati potranno beneficiare delle borse di studio secondo l'ordine di graduatoria. In caso di parità di punteggio, precederà in graduatoria il candidato che si è iscritto prima. Tutte le informazioni sono disponibili in questo bando.

Studiare a Venezia

Il corso si svolgerà all'interno della cornice culturale della città di Venezia, che ospita ogni anno circa 30.000 studenti provenienti da diverse università. Gli studi del master si terranno all’Università Iuav di Venezia, che vanta un sistema di laboratori altamente qualificati, insieme a un patrimonio bibliotecario specializzato in architettura, arti visive, design, moda, grafica, arti performative ediscipline dello spettacolo

Dove

Le lezioni si terranno presso Palazzo Badoer, Università Iuav di Venezia, San Polo 2468, 30125 Venezia.

Quando

Il programma di studi ha durata di un anno (novembre 2020–dicembre 2021). È diviso in tre periodi con giornate da 8 o 6 ore, due giorni a settimana (venerdì e sabato). Alcuni workshop con ospiti internazionali prevedono uno svolgimento in giornate consecutive (lunedì–sabato)

Didattica: novembre 2020–giugno 2021.
Tirocinio: luglio–ottobre 2021.
Discussione tesi: dicembre 2021.

COVID-19
Nel caso di un prolungarsi dell'emergenza sanitaria, tale da non permettere lo svolgimento della didattica in presenza a novembre 2020, l'inizio dei corsi verrà prorogato a gennaio 2021.

Tasse e iscrizione

Per l’iscrizione è necessaria una laurea triennale, preferibilmente in una delle seguenti discipline: arti visive, teatro e arti performative, arti multimediali, progetto grafico e virtuale, arti e scienze dello spettacolo, architettura. È richiesta una conoscenza di base degli strumenti per l’editing di immagini, video e testi.

Per accedere alla selezione è necessario allegare, in fase di iscrizione, un portfolio digitale (massimo 16 pagine, 5 MB). In seguito all’accettazione del portfolio, sarà richiesto un colloquio, eventualmente anche via Skype. Saranno ammessi coloro che raggiungeranno un punteggio minimo di 60 su 100, fino a un massimo di 15 persone.

Il costo per l’intero master è di 6.000 €, suddiviso in due rate da 3.000 € ciascuna. La tassa di iscrizione è di 50 €.

Sono disponibili ancora 4 posti per iscrizione tardiva!

Per informazioni dettagliate sulle procedure di iscrizione, consultare la pagina Master e corsi di perfezionamento dell'Università Iuav di Venezia o contattare [email protected].

International Students

MOVIES – Moving Images Arts is happy to accept international students. Please note that most of the courses will be taught in Italian. Please check this page for info.

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